
Inveire contro il popolo bue è una cosa che Italia va di moda. La filastrocca del gregge da guidare, del branco da domare, dell'ignoranza da sconfiggere è una litania piacevole. La alternano al tintinnio del cristallo dei bicchieri nei salotti dell'Italia per bene. La usano come precetto iniziatico alla " via giusta" i professori radical chic. Il popolo non sa scegliere, ecco, dunque, la necessità di un'oligarchia intellettuale da porre al vertice in modo che il meglio venga scelto da pochi per tutti. Ecco allora la necessità che in pochi sappiano, che in pochi determinino, che in pochi governino i processi.
Da elite culturale si passa, poi, a specificazione tecnica. E la minestra è bella che servita. Si passa da : " Governiamo Noi in quanto sappiamo" a " Governiamo noi in quanto sappiamo fare". E' la parabola di Mario Monti, preparata a puntino, come sempre, senza accorgersene, dalle peggiori scorie della dittatura comunista della cultura in Italia. So, ergo Governo----> So fare, ergo Governo.
Si eccepirà: " Se non governa chi sa o chi sa fare, allora chi governerà?". Un'eccezione giusta in apparenza, un'argomentazione difficile da smentire. La questione è, tuttavia: " Chi è che decide, giudica e determina la preparazione di una persona?" Dio? Mammona? la Snai? Paolo Fox?. Forse.
Forse essere andati a scuola implica che tutti quanti siamo sempre dinanzi al timore che qualcuno ci possa giudicare per quello che siamo oltre per quello che sappiamo fare. Non è un caso che molti voti siano stati o siano il frutto di quello che uno è piuttosto che di quello che uno sa. E non è un caso che la scuola italiana sia stata e sia ancora, in parte, dominata da sindacati di cui conosciamo specie e genere. Ti giudico per come sei, anzitutto. Cosa sai è un elemento di contorno.
Ho divagato. Torniamo al punto.
Poi a qualcuno torna in mente che in Italia la sovranità appartiene al Popolo. Lo dice la Costituzione che tanto piace appena qualcuno sgradito prova a dire di volerla modificare. Appartiene al Popolo Tutto. Anche se non appartenente alle categorie culturali a cui la peggior sinistra vorrebbe limitare il diritto al voto ( Ammettetelo, è il vostro sogno più ricorrente). Non sono tra quelli che considera la democrazia un valore ma sono tra quelli che cercano di rispettare la forma di governo e la forma di Stato che la Storia ci ha portato ad adottare.
Poi a qualcuno torna in mente che un Governo, in quanto tale, necessita di un'acclamazione popolare, fosse anche un battito di mani, un plebiscito, una sbandierata o un esercizio di ulaop. Qualsiasi cosa, un segno di riconoscimento della propria autorità. In democrazia si chiama consenso, m'hanno spiegato.
" Il consenso dato dal popolo genera mal costume, drammi, disperazione e morte". Mi si eccepirà. " Le peggiori dittature vantavano un consenso popolare enorme". Si eccepirà anche questo. " Le democrazie hanno buttato le bombe atomiche. Renzo Bossi ha preso migliaia di preferenze. Cicciolina venne eletta in Parlamento a suon di preferenze. Iva Zanicchi ne ha prese migliaia! La mafia gestisce le preferenze! Viene votato solo chi investe in campagna elettorale! ".
Tutte verità. Tutto giusto e abbastanza catastrofico. Ahinoi.
Ma come si noterà bene dall'abissale differenza che corre tra una bomba atomica, uno sterminio e le scelte elettorali fatte da un popolo, si vede bene che democrazia o dittatura, preferenze o listino bloccato, il problema non è tanto il metodo quanto le scelte degli uomini:
Dittatura o democrazia è sempre stato l'uomo a scegliere se farne uno strumento del bene o del male. Proporzionale o maggioritario, a preferenze o listini bloccati è sempre stato l'uomo a scegliere se votare o selezionare persone per bene o no, a scegliere secondo coscienza o no.
La scelta, l'intraprendere un cammino, il decidere è alla base della vita umana. C'entra con la libertà. C'entra anche con il libero arbitrio per chi crede. Ecco perchè privare un uomo della possibilità di scelta equivale a privarlo di un bel pezzetto della propria libertà, specie se la scelta riguarda uomini che prenderanno decisioni per tutti gli altri.
E, per finire, ogni epoca storia da i suoi spazi di scelta agli uomini. Li da, anche se sembrerebbe di no. Una dittatura si può, ad esempio, sostenere o meno. A prescindere dalla mancanza di libertà politiche.
Ma siamo in democrazia, mi pare d'aver capito, quindi, a meno che non ci sia stato un golpe e nessuno se ne fosse accorto, qualcuno potrebbe spiegarmi questi Signori chi sono?